L’Organizzazione Mondiale della Sanità (OMS) considera l’infertilità una malattia del sistema riproduttivo, caratterizzata dal fallimento della ricerca di una gravidanza dopo 12 mesi o più di rapporti sessuali regolari e non protetti.

L’infertilità in Italia riguarda circa il 15% delle coppie, mentre nel mondo interessa circa il 10-12%.

Le cause di infertilità possono riguardare l’uomo, la donna o entrambi (infertilità di coppia). A ciò possono concorrere:

  • fattori di natura endocrina;
  • fattori anatomo-funzionali:
  • fattori legati a specifiche patologie: come nel caso dell’endometriosi;
  • fattori psicosociali: stile di vita, età, inquinamento, condizioni lavorative, uso di alcol, fumo o droghe.

Inoltre, una percentuale minore di persone può presentare un’infertilità idiopatica, ossia una condizione in cui vi è la mancanza di una causa certa.

L’impatto psicologico sull’individuo

L’infertilità viene frequentemente vissuta come l’interruzione di un ciclo di vita: una perdita di una dimensione della vita che era stata prevista e sulla quale erano state costruite delle aspettative.

I ripetuti tentativi di concepimento non andati a buon fine, insieme alle lunghe attese per un risultato positivo, possono comportare una serie di reazioni emotive intense. La frustrazione, la tristezza e, in molti casi, il senso di fallimento diventano sentimenti comuni per le coppie che affrontano l’infertilità. Il momento della diagnosi, a seguito di una serie di esami e accertamenti, può rappresentare un’esperienza di lutto, simile a quella che si prova di fronte alla perdita di una speranza o di un desiderio che sembrava possibile.

Questi vissuti, che possono manifestarsi in modi diversi a seconda delle circostanze individuali, possono rappresentare degli eventi critici particolarmente stressanti.

Differenti sono anche i meccanismi di coping (modalità di fronteggiare la situazione) che gli individui possono mettere in atto:

  • problem solving;
  • ricerca di supporto emotivo;
  • negazione;
  • accettazione delle responsabilità;
  • esercitare l’ autocontrollo;
  • evitamento o allontanamento dalle situazioni che innescano disagio emotivo;
  • ricerca di significato;
  • distacco dalla situazione.

Sembrerebbero esistere delle differenze di genere nelle reazioni alla diagnosi di infertilità, le quali non solo riflettono caratteristiche individuali, ma anche modelli di comportamento appresi attraverso le dinamiche sociali e culturali. Queste modalità, radicate nelle esperienze di vita e nei contesti di appartenenza, influenzano profondamente la percezione e la gestione della difficoltà emotiva, suggerendo la necessità di un approccio più personalizzato e consapevole nel supporto delle persone colpite da tale diagnosi.

Infertilità e sostegno psicologico

L’impatto sulla coppia

Quando si parla di infertilità, spesso si tende a concentrarsi sul vissuto individuale, ma è essenziale riconoscere come le esperienze di entrambi i membri della coppia possano essere interconnesse e interdipendenti.

I processi emotivi e psicologici, oltre a quelli fisici, determinano vissuti che possono essere differenti e, di fronte ai quali, ciascuna persona può mettere in atto strategie di coping che non sempre trovano riscontro e rispecchiamento nel partner.

La reazione emotiva di ciascun membro della coppia, infatti, può divergere: se da una parte ci può essere vergogna o senso di colpa, dall’altra il partner potrebbe avvertire frustrazione. In risposta a questi stati emotivi, qualcuno tenderà ad esempio ad isolarsi o a cercare conforto, mentre qualcun altro cercherà invece di allontanarsi da questa sofferenza provando a distaccarsi dalla situazione. Queste divergenze emotive e di risposta, se non comprese e gestite, potrebbero condurre a incomprensioni e conflitti.

Anche la sessualità del singolo e/o della coppia può subire cambiamenti in questa fase, in quanto cambia anche il sistema di significati attribuiti ad essa: una minore soddisfazione e disfunzioni sessuali possono quindi rivelarsi sintomo di sofferenza nella coppia.

Ciò può influire sul modificarsi delle dinamiche relazionali ma, allo stesso tempo, esse possono a loro volta rinforzare un vissuto emotivo negativo dei singoli individui.

Il ruolo delle aspettative sociali

“Quando fate un figlio?'”

La domanda “Quando fate un figlio?” è spesso posta in modo del tutto naturale in contesti familiari, tra amici o sul posto di lavoro. Tuttavia, dietro questa curiosità si nascondono aspettative legate alla cosiddetta “norma evolutiva” della coppia, che spesso riflettono convenzioni sociali e culturali specifiche. Queste aspettative non

solo influenzano la percezione delle persone riguardo alla genitorialità, ma possono anche connotare culturalmente il concetto di infertilità, trasformandolo in un tema delicato e spesso fonte di sofferenza. La pressione derivante da queste convenzioni può avere effetti psicologici profondi, facendo sentire le persone giudicate o inadeguate, anche quando non desiderano conformarsi a tali modelli.

Il silenzio che circonda temi come l’infertilità o la scelta di non avere figli alimenta un senso di isolamento emotivo, rafforzando l’idea che esista un percorso di vita “giusto” che tutte le coppie dovrebbero seguire.

Intervento psicologico

L’intervento psicologico nell’ambito dell’infertilità si propone di affrontare le difficoltà emotive e psicologiche che la coppia vive durante il percorso.

Un obiettivo fondamentale è porsi in ascolto dei bisogni individuali e relazionali dei partner, creando uno spazio sicuro in cui possano esprimere le proprie emozioni senza giudizio. Questo ascolto empatico consente di offrire un supporto psicologico che aiuti la coppia ad affrontare lo stress, la frustrazione e le preoccupazioni che derivano dal percorso di infertilità.

In aggiunta, vengono proposte strategie pratiche e psicoeducative per gestire il carico emotivo, migliorare il benessere psicologico e ridurre l’ansia. Un altro aspetto cruciale riguarda la comunicazione di coppia: il terapeuta aiuta i partner a sviluppare modalità comunicative più efficaci, promuovendo la comprensione reciproca e la gestione dei conflitti che potrebbero sorgere. Infine, il supporto psicologico accompagna la coppia lungo il percorso, che potrebbe includere trattamenti di procreazione medicalmente assistita (PMA), ma non necessariamente.

L’obiettivo è garantire un sostegno continuo che permetta ai partner di affrontare le sfide e le decisioni future, qualunque direzione il percorso possa prendere.

Articolo a cura della Dott.ssa Carla Pellegrini

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